ESTENSIONE PROGRAMMA DI ONCOLOGIA CLINICA MOLECOLARE

Giannino Del Sal

Quando la rivoluzione scientifica passa (anche) per il tango

In casa la sveglia suona ogni mattina alle 6.15, in tempo per concedersi una bella sessione di jogging in coppia. Poi, sempre di corsa, il professor Giannino Del Sal arriva a Trieste: la sua giornata si divide tra l’università e il laboratorio Cib (Consorzio interuniversitario per le biotecnologie), dove dirige l’unità di Oncologia molecolare.

“Quelli in laboratorio rimangono i miei momenti preferiti: discuto di un progetto con i colleghi, affronto i problemi, studio, scrivo relazioni. Il mio lavoro? Di sicuro è fatto con il cuore, la passione smisurata è la stessa di quando ho iniziato. Ho scelto medicina e poi mi sono indirizzato verso la ricerca perché anch’io, come tutti,  ho avuto un amico o una persona cara che si è ammalata di tumore, e ho visto lo sconforto nei suoi occhi e l’impotenza di chi le sta vicino. Ecco, vorrei provare a cancellare questi sentimenti”.

Oggi ci sta riuscendo con il Programma 5 per mille di AIRC, dedicato allo studio di un particolare carcinoma al seno. “Si tratta del cosiddetto ‘triplo negativo’, una forma molto aggressiva con metastasi e recidive in cui le terapie classiche sono meno efficaci. Si chiama così perché mancano 3 recettori, ovvero le porte di ingresso per la cellula: quelli per gli estrogeni, quelli per i progestinici e il recettore HER2. I recettori, di solito, fanno sì che la malattia possa essere trattata con terapie ormonali, ma qui bisognava percorrere un’altra strada. Abbiamo studiato le cellule malate e quelle sane e abbiamo compreso perché i farmaci tradizionali non funzionano, quindi ne stiamo ideando di nuovi. Stiamo sperimentando anche l’uso della statina, un farmaco che di solito si usa per il colesterolo alto e che qui, abbinato ad altre molecole, sta dando ottimi risultati”.

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A un certo punto, il professor Del Sal mi chiede di fermarlo. “Mi interrompa lei, quando racconto i miei studi potrei andare avanti per ore! Nella ricerca viviamo una fase che assomiglia al Rinascimento: abbiamo grandi tecnologie che ci aiutano, giovani davvero in gamba, possibilità enormi che potrebbero portarci a una rivoluzione. Il sostegno di charity come AIRC, e quindi degli italiani, è vitale. Altrimenti non andremmo da nessuna parte, purtroppo”.

E se la giornata inizia con una corsa nel verde, finisce nel calore di casa. “Ogni sera cerco di trascorrere almeno 2 ore con mia figlia Bianca. È una bambina e adoro inventare giochi con lei, leggere, ascoltare i suoi ragionamenti acuti e buffi. Quando sto con lei e con mia moglie Anna mi ricarico, mi sento vivo. Mia moglie? Sono molto innamorato… Insieme balliamo il tango, ci rilassiamo, trascorriamo le vacanze estive in Croazia. Vado matto per le serie tv come House of Cards, anche se poi mi accorgo che la politica vera supera la fantasia e i protagonisti della realtà sono più spietati di quelli dei telefilm. Le paure, invece, sono soprattutto due: quella di sbagliare sul lavoro, di inseguire il bersaglio errato, ma soprattutto di non educare al meglio mia figlia. Vorrei trasmetterle i miei valori: l’importanza della cultura e la passione per quello che si fa, ma sembrano ideali dimenticati dalla società”.

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A cura della redazione di Donna Moderna