Estensione programma di Oncologia Clinica Molecolare

Alberto Mantovani

La passione per le scalate, una sfida come la medicina

“Oggi il cielo è davvero terso e anche qui a Milano si vedono i profili delle montagne. Le guardi, mi raccomando. Io osservo le cime ogni mattina, è il mio piccolo rito quotidiano”. Mi saluta così Alberto Mantovani, direttore scientifico dell’Istituto clinico Humanitas. Con migliaia di lavori e pubblicazioni, è uno degli scienziati che il mondo ci invidia. Eppure colpisce subito per la modestia e la pacatezza con cui parla. Il tono diventa più acceso solo quando riflette sul panorama della ricerca nel nostro Paese.

Viviamo una grande contraddizione: la gente comune è molto sensibile, attenta e generosa, fa di tutto per donare; le istituzioni invece non sono interessate all’argomento. Questo è pericoloso perché non si ragiona a lungo termine, si rischia di rimanere indietro e di sprecare il grande capitale umano di medici e scienziati. Ed è un peccato perché il dato italiano sulla sopravvivenza al tumore è il migliore della media europea”.

Il professor Mantovani si rasserena appena torna a parlare delle sue conquiste quotidiane. “Da tempo abbiamo rilevato il legame tra sistema immunitario e cancro. Con il Programma 5 per mille proseguiamo su questa strada e portiamo le nostre scoperte al letto del paziente. Guido un team nutrito di ricercatori. Tra i trial più importanti, c’è quello sulla leucemia infantile: stiamo puntando sulle cellule che io chiamo ‘natural killer’, ovvero manipolate e plasmate per uccidere il tumore, che poi vengono iniettate nell’organismo e agiscono. In questo modo si possono guarire pazienti che non rispondono alle terapie tradizionali. La stessa arma funziona anche per alcuni linfomi nell’adulto. Un altro studio a cui tengo particolarmente è quello sull’aspergillosi, una malattia infettiva che cause molte vittime nei malati di cancro che hanno subito un trapianto: noi stiamo lavorando sulla molecola PTX3, che è essenziale per resistere all’infezione e che con un tumore si ‘inattiva’, si spegne. La stiamo testando come farmaco per impedire sia l’infezione sia la crescita del cancro e i risultati sono davvero promettenti”.

mantovani_interna

Eppure questi successi sembrano non bastare. “Se dovessi descrivermi, direi che sono un insoddisfatto, sul fronte professionale vorrei aver fatto di più. Ma vivo questo sentimento in positivo perché fa nascere la voglia di altre battaglie, di nuove sfide. E non solo sul lavoro.
Per esempio, sto decidendo la nuova avventura in montagna: mi manca la scalata della Cresta del soldato, uno dei punti più belli del Monte Rosa, che potrebbe essere perfetto per l’estate. Ebbene sì, le cime sono la mia ossessione, infatti ho adorato l’ultimo libro di Paolo Cognetti Le otto montagne, dove camminate, silenzi e panorami sono una metafora del cammino spirituale di ogni uomo. Al cinema invece non perdo i film del regista finlandese Aki Kaurismäki, profondi e al tempo stesso leggeri. Lo so, sembro molto serio e compassato ma adoro ridere con gli amici o davanti a una bella commedia. Invece mi fanno arrabbiare le falsità, soprattutto se riguardano la scienza, come le bufale sugli effetti negativi dei vaccini: sono idiozie che speculano sulle pelle dei più deboli”.

Leggi la scheda del programma

A cura della redazione di Donna Moderna