Metastasi: al via sei nuovi programmi speciali

Metastasi: al via sei nuovi programmi speciali



Oltre 14 milioni di euro di investimento all’anno per 7 anni, con più di 200 scienziati al lavoro in tutta Italia.

AIRC presenta oggi il nuovo Programma Speciale 5 per mille dedicato allo studio delle metastasi che, con un finanziamento di circa 14 milioni di euro l’anno per 7 anni, prosegue l’impegno dei precedenti Programmi Speciali sostenuti nell’ultimo decennio grazie alla scelta di milioni di italiani.

I sei programmi, selezionati dopo la rigorosa valutazione peer review da parte di un gruppo di esperti internazionali, affrontano la complessità delle metastasi da multiple angolature: due programmi studiano i tumori del sangue, che per le loro caratteristiche si diffondono in tutto l’organismo; due sono incentrati sull’immunoterapia, la nuova frontiera nella terapia dei tumori; altri due, infine, si concentrano su particolari tipologie di tumore: colon-retto e tumori con sede primaria sconosciuta.

Insieme ai responsabili lavoreranno circa 200 scienziati distribuiti in gruppi di ricerca attivi in tutta Italia, per una durata complessiva di 7 anni, con valutazioni intermedie dopo 3 e 5 anni.

I sei programmi speciali:

  • Alberto Bardelli, Istituto di Candiolo, Fondazione del Piemonte per l’Oncologia
    Il tumore del colon-retto è oggi curabile nella maggior parte dei casi quando è localizzato, mentre la prognosi peggiora se ci sono metastasi. Questo programma ha lo scopo di identificare le caratteristiche molecolari delle metastasi per trovare marcatori con i quali prevedere l’insorgenza delle stesse.
  • Paolo Comoglio, Istituto di Candiolo, Fondazione del Piemonte per l’Oncologia
    Il programma si propone di migliorare la diagnosi e trovare nuovi bersagli terapeutici per i tumori con sede primaria sconosciuta, cioè dei quali si ignora l’origine. Data la natura intrinsecamente metastatica di questi tumori, i risultati che si otterranno potranno essere utili anche per pazienti che convivono con altri cancri metastatici il cui tumore primario è invece noto.
  • Roberto Foà, Università La Sapienza di Roma
    Alcuni pazienti con neoplasie linfoidi vanno incontro a ricadute spesso accompagnate da localizzazioni disseminate in più organi, nonostante queste malattie siano nella maggioranza degli altri casi curabili. Il programma, utilizzando le più avanzate tecnologie, studierà il materiale genetico delle cellule metastatiche e del loro microambiente per sviluppare nuove e più efficaci terapie.
  • Michele Maio, Azienda Ospedaliera Universitaria Siena
    Numerosi pazienti colpiti da melanoma, mesotelioma o glioblastoma in forma avanzata non rispondono all’immunoterapia, ovvero alle cure che stimolano le nostre difese ad attaccare il cancro. Il programma si propone di potenziare l’effetto dell’immunoterapia attraverso l’impiego di farmaci che aumentino il riconoscimento delle cellule tumorali da parte del sistema immunitario.
  • Alberto Mantovani, Università Humanitas di Rozzano, Milano
    Una delle tante strategie che il tumore mette in atto per produrre metastasi è annientare i meccanismi di difesa del nostro organismo, localizzati nel microambiente tumorale. Con questo programma si intende tradurre questi meccanismi immunitari in strumenti di diagnosi, prognosi e terapia per i pazienti, partendo dallo studio dei tumori del colon retto e del pancreas fino ad arrivare ad altre forme di cancro.
  • Alessandro Vannucchi, Università degli Studi di Firenze
    Le malattie mieloproliferative croniche sono neoplasie ematologiche piuttosto comuni che in alcuni casi possono evolvere in forme più aggressive. Il programma si propone di identificare nuove mutazioni che causano la progressione delle malattie mieloproliferative croniche, inizialmente indolenti, verso forme a prognosi fatale, e di sfruttare queste conoscenze per migliorarne la diagnosi e la prognosi.

Data: 23 maggio 2018

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