Come donare il 5 per mille

Come devolvere il proprio 5 per mille ad AIRC

Il 5 per mille può essere donato anche ad AIRC, l'Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro.

Durante la dichiarazione dei redditi, chi desidera destinare il proprio 5 per mille ad AIRC deve inserire il codice fiscale dell'Associazione nell'apposito spazio presente nei moduli UNICO e 730 (o, nella scheda allegata al CU/Certificazione unica, in caso non si utilizzino tali moduli).

Dunque, chi vuole sostenere AIRC con il proprio 5 per mille, deve inserire il codice fiscale 80051890152 nello spazio titolato "finanziamento della ricerca scientifica e università".

AIRC moltiplica i risultati della ricerca



Devolvere il 5 per mille ad AIRC significa aiutare la ricerca a portare i propri risultati al letto del paziente, ovvero contribuire alla possibilità di rendere il cancro sempre più curabile.

Come AIRC utilizza il tuo 5 per mille

Da quando è possibile scegliere la destinazione del proprio 5 per mille, sono state moltissime le persone che hanno indicato AIRC come beneficiario.

Grazie ad alcuni milioni di queste scelte, AIRC ha avviato i 14 programmi speciali volti alla ricerca di nuove cure contro il cancro e di innovativi strumenti diagnostici e prognostici, come vi raccontiamo dettagliatamente nelle pagine di questo sito.

Non solo: AIRC ha potuto sostenere ancora più progetti di ricerca presentati nei più tradizionali bandi annuali. Spesso il numero di ricerche meritevoli, vagliate attraverso un selettivo processo di valutazione, supera le capacità di finanziamento dell’Associazione, e ciò malgrado il grande sforzo di donatori e sostenitori. Il 5 per mille ha dato modo di sostenere tutti i più meritevoli, perché dalle loro idee possa scaturire la soluzione giusta per i pazienti ancora in attesa di una cura.

Che cos’è il 5 per mille

Istituito nel 2006, il 5 per mille rappresenta la percentuale dell'imposta dovuta da ciascun cittadino italiano a titolo di IRPEF, ovvero l’Imposta sul reddito delle persone fisiche, allo Stato. Lo Stato invece di incassare tale quota vi rinuncia per trasmetterla, a sua volta, ad associazioni senza scopo di lucro che svolgono attività di rilevanza sociale, al fine di finanziarne l'attività.

Rappresenta, di fatto, lo strumento con il quale ciascun contribuente ha la possibilità di destinare il 5 per mille dell’IRPEF dovuta all'organizzazione che decide di sostenere, pertanto ognuno contribuisce proporzionalmente al proprio reddito senza ulteriori oneri. Ciascuna quota è proporzionale, naturalmente, all’IRPEF dovuta da ognuno.

Non comporta maggiori oneri tributari, come molti erroneamente credono, ma solo di una diversa destinazione di quanto, comunque, è dovuto allo Stato.

A chi si può devolvere il proprio 5 per mille

La legge di Stabilità per il 2016 (precisamente la legge 28 dicembre 2015, n.208) ha confermato per il 2016, ovvero per l'anno fiscale 2015, la possibilità di destinare il 5 per mille ai seguenti soggetti:

  • Organizzazioni di volontariato;
  • Onlus, ovvero organizzazioni senza alcuno scopo di lucro di utilità sociale;
  • Organizzazioni non governative riconosciute idonee dalla legge;
  • Associazioni di promozione sociale;
  • Enti di ricerca scientifica;
  • Università;
  • Enti di ricerca sanitaria;
  • Attività sociali svolte dal comune in cui risiede il contribuente;
  • Associazioni sportive dilettantistiche riconosciute di interesse sociale.

Vediamo ora cosa fare, in concreto, per devolvere il proprio 5 per mille all'ente o soggetto di preferenza.

Modalità di destinazione del 5 per mille

Devolvere la quota relativa al 5 per mille è molto semplice.

Durante la dichiarazione dei redditi ogni contribuente può destinare la quota del 5 per mille dell'IRPEF apponendo la propria firma negli appositi quadri presenti nei seguenti modelli:

  • UNICO: lo presentano i titolari di: redditi di impresa, anche in forma di partecipazione; redditi di lavoro autonomo per i quali è richiesta l'apertura di una partita IVA; plusvalenze derivanti dalla cessione di partecipazioni; redditi provenienti da trust, quali beneficiari.
    È tenuto a servirsi di Unico anche chi deve presentare la dichiarazione IVA e/o IRAP, il modello 770 nonché chi deve presentare dichiarazione per soggetti deceduti;
  • 730: è il modello riservato ai dipendenti e ai pensionati, in caso di dichiarazione dei redditi non troppo complessa.
  • CU/Certificazione unica: i soggetti che non sono tenuti a presentare la dichiarazione dei redditi possono comunque indicare la propria scelta relativa al 5 per mille tramite una apposita scheda allegata direttamente al CU.

Occorre ricordare che è possibile effettuare una sola scelta di preferenza sul destinatario del 5 per mille, del quale il contribuente dovrà indicare precisamente il codice fiscale.

I codici fiscali degli enti ammessi al beneficio sono consultabili negli elenchi resi pubblici dall'Agenzia delle Entrate.